Minosse e l'Appennino: i protagonisti del nuovo romanzo di Guccini&Macchiavelli

Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli: due bolognesi d’adozione, due amici, due scrittori che in coppia firmano da più di vent’anni romanzi amatissimi dai lettori. Ma, soprattutto, due figli dell’Appennino: sì, perché a leggere con attenzione i loro libri, sorge il dubbio che Francesco – che è cresciuto tra le città, bastardi posti, e Pàvana, sul crinale tra la provincia di Pistoia e quella di Bologna – e Loriano – che appena può si rifugia nella sua casa di Montombraro di Zocca – quei libri li abbiano costruiti tutti intorno alle loro montagne, che ne sono protagoniste solenni e misteriose. 

Dalll’Appennino novecentesco, i cui fitti castagneti nascondevano i partigiani e venivano poi percorsi per le sue indagini dal Maresciallo Santovito nei primi gialli di G&M, fino alla dorsale montuosa spopolata, erosa dalle frane e popolata solo di cinghiali selvatici e sparuti “elfi” che è al centro delle avventure della guardia forestale Marco Gherardini, detto Poiana, protagonista di Tempo da Elfi, la montagna sembra essere una inesauribile fonte di storie e di emozioni.

Ma Guccini&Macchiavelli, chiunque li conosca lo sa, come tutte le persone più intelligenti non riescono a prendersi sul serio fino in fondo. Prima o poi, anche mentre stanno affrontando le pagine più drammatiche, affiora alle loro labbra un sorriso sornione, scappa una battuta dissacrante.
Addirittura, sono soliti raccontare alcuni degli scherzi che negli anni si son fatti a vicenda, come quello teso da Francesco al povero Loriano, accusato di voler introdurre nei romanzi personaggi improbabili e pittoreschi, per esempio lo strampalato San Cigolino. Dopo tante polemiche, un giorno Francesco annuncia a Loriano di doversi scusare, ha trovato in una Lauda medievale traccia del santo che dovrebbe apparire nel romanzo, e gli recita i versi con voce stentorea:
Allorché spunta il mattino
si alza il Santo Cigolino
che poi balza sul suo mulo 
e va allegro a fare in…

Ecco, lo vedete? Da una coppia così affiatata e capace di humour dovevamo aspettarci qualche sorpresa.
E infatti, Francesco e Loriano hanno deciso di giocare con un genere che non è il giallo, bensì la ghost story: il racconto di fantasmi. E quali ingredienti non potevano mancare, in questo loro Che cosa sa Minosse, in libreria dal 21 ottobre? 
Il primo è, naturalmente, l’Appennino: proprio i versanti aspri e poco abitati che G&M ben conoscono, un tempo sede del fiorente insediamento etrusco di cui oggi resta testimonianza nella zona di Marzabotto (andate a visitarlo, ne vale la pena!).

Il secondo è, altrettanto certamente, Minosse, un gatto: perché Guccini è da sempre un sostenitore della assoluta superiorità dei felini su ogni altra specie vivente, e un ammiratore del loro bizzoso, affascinante, furbissimo modo di stare al mondo e di concedere agli umani quel tanto di pigra benevolenza che basta a guadagnarsi un pasto caldo e il cuscino migliore sul divano.

Questi due “ingredienti” fondamentali, mescolati con sapienza tra le pagine, danno vita a un racconto emozionante, pieno di ombre e scricchiolii, che ci regala un brivido lungo la schiena ma anche un sorriso: perché alla fine, come sempre, il luogo più inquietante in cui possiamo trovarci è la mente umana!
E, in ogni caso, il gatto Minosse la sa mooolto più lunga di noi…
Leggere per credere.
 

Che cosa sa Minosse

Francesco Guccini

Che cosa sa Minosse

Giunti

Francesco Guccini

Che cosa sa Minosse

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